Il Vallone della Profica
Interessante itinerario riservato alla scoperta del paesaggio e delle produzioni agricole vesuviane. Già nella prima parte del percorso, sul lato sinistro, è possibile individuare numerosi alberi da frutto. Si rileva in particolare la presenza di: albicocco, ciliegio e pruno. A mano destra sono invece presenti soprattutto vigne e noccioleti, questi ultimi impiantati in maniera poco lungimirante, dopo il secondo dopoguerra, rubando spazio alla contigua coltura della vite. Sul piano orticolo prevale la coltivazione, oltre che del classico pomodorino vesuviano, di melanzane, zucchini e broccoli. Un'altra caratteristica tipica dell'agricoltura vesuviana, ben visibile lungo il percorso, è la ridotta superficie colturale per unità aziendale. Tale caratteristica, conseguenza della più generale problematica del frazionamento dei fondi rustici, comporta rese tendenzialmente inadeguate a compensare i costi fissi dell'attività agricola. Ne deriva la necessità di aumentare quanto più possibile le produzioni, facendo in mondo che gli appezzamenti restino produttivi durante tutto l'arco dell'anno. Per ottenere questo risultato si ricorre a tecniche colturali di tipo promiscuo, fondate sulla coesistenza di piante arboree da frutto e produzioni erbacee od orticole. Nel caso dei vitigni non è insolito assistere a colture "multilivello", con gli orticoli in basso e le viti sistemate a "spalliera" in alto. Su tutti i terreni si rende poi indispensabile ricorrere alla pratica del sovescio di leguminose (fertilizzazione dei terreni attuata interrando parti di leguminose quali pisello e fava) onde rifornire i terreni di sostanza organica e d'azoto. Tale pratica è dovuta alla scarsa presenza di allevamenti bovini e alla connessa difficoltà d'approvvigionamento di letame. Superata la zona agricola il tracciato conduce ad una boscaglia mista caducifoglie, tipica del Monte Somma, nel cui sottobosco è possibile individuare la presenza, tra l'altro, di pungitopo e ciclamino. Una pineta di pino domestico, susseguente al bosco, costituisce il punto d'arrivo del sentiero. Tutta la zona è particolarmente ricca di fauna. Si segnala in particolare la presenza di: topo quercino, talpa e riccio. In notevole fase di espansione anche la popolazione di lepri a conigli selvatici. Tra i predatori si segnala, infine, la presenza di faina e donnola.

Avvertenze: si tratta di un itinerario per tutti, senza particolari difficoltà tecniche né eccessive escursioni altimetriche. Frequentabile anche d'estate in virtù del ristoro conseguibile all'arrivo, all'ombra dell'ampia pineta terminale. Il ritorno si effettua sullo stesso percorso dell'andata.

 
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