Lungo la Strada Matrone
Straordinario itinerario che ricalca il più panoramico tra i quattro storici percorsi d'accesso al Vesuvio. Tra questi ultimi, due si originavano rispettivamente dai comuni di Resina (oggi Ercolano) e San Sebastiano, raggiungendo il cratere attraverso l'atrio del Cavallo, il terzo aveva origine ad oriente presso Ottaviano, il quarto nasceva nel comune di Boscotrecase dispiegandosi lungo un tracciato mutevole, secondo gli umori del vulcano, ma comunque in gran parte simile a quello odierno. La storia di questo celebre itinerario è anche la storia della rinomata ospitalità vesuviana, tanto decantata dai numerosi viaggiatori che di essa hanno fruito. Il sistema d'accoglienza, rimasto attivo sino ai primordi del XX secolo, era sapientemente articolato in diverse masserie-locande che, soddisfacendo esigenze via via diverse a secondo della quota a cui erano poste, utilizzavano il frutto della coltivazione del fondo per ristorare i viandanti di passaggio. A quota più bassa, prossima al centro abitato, vi era la locanda di : << ... "Pane perso" ove, a dispetto di quel nomignolo scanzonato, l'oste vesuviano preparava con pizze infuocate e generose bevute di Lacryma Christi, il miglior viatico per l'ascensione>> (Amedeo Maiuri, Passeggiate Campane, Firenze, 1982). A quota intermedia vi era poi "Casa Bianca", una tipica masseria vesuviana (si veda la scheda relativa tra le "Emergenze monumentali") che svolgeva anche la funzione di osteria/locanda e che, in virtù della collocazione altimetrica, era il: << ... punto di sosta degli escursionisti per far riposare i cavalli>> (Vicente Blasco Ibañez, En el pàis del arte, 1895). Notevole anche il panorama che si godeva da Casa Bianca così come descritto dal sacerdote Achille Ratti, asceso in seguito al soglio pontificio con il nome di Pio XI: << ... dalla terrazzina sporta ad occidente, la veduta era incantevole, e ce la godemmo a lungo ... Castellammare, e Torre Annunziata, e Torre del Greco, e l'imponente massa di Napoli ... >> (Achille Ratti, Escursione notturna al Vesuvio, 1899/1900). Alla quota di quasi 800 metri s.l.m. vi era poi la c.d. "Casa Fiorenza" destinata soprattutto ad accogliere, per la notte, i viaggiatori sorpresi dalla difficoltà dell'ascesa. Casa Fiorenza ha però pagato caro il fio della propria collocazione, essendo andata distrutta, a seguito di un'immane frana staccatasi dal fianco del Gran Cono, nel corso dell'eruzione del 1906. Per ciò che riguarda i punti notevoli dell'escursione, oltre alla masseria Casa Bianca, a breve restituita alla sua antica funzione dopo un attento restauro, si segnala lo stupendo panorama che già a quota 700 comprende: la piana del Sarno, Pompei, i Monti Lattari, e il tratto del Golfo di Napoli che si estende da Torre Annunziata sino a Castellammare di Stabia. All'incirca alla stessa quota, poco discosta dal margine stradale, è possibile individuare la più bella formazione di lave a corda di tutta l'area vesuviana. Queste ultime si dipanano, per decine di metri lungo il ripido costone, assumendo le tipiche circonvoluzioni assimilabili ad una titanica matassa di corde. Proseguendo oltre è poi possibile affacciarsi sul versante opposto, godendo della visione della Valle dell'Inferno e delle propaggini orientali del Somma. Raggiunto un ampio piazzale terminale, se si decide di proseguire l'escursione sino alla sommità del Vesuvio è necessario imboccare un sentiero che transita in una zona di "nicchie di distacco", conseguenza di frane generatesi nel corso dell'eruzione del 1944.

Avvertenze: si tratta di un itinerario che, se effettuato in salita, risulta impegnativo in relazione alla forte escursione altimetrica e alla notevole lunghezza (il ritorno va effettuato sullo stesso percorso dell'andata). Utilizzando i mezzi pubblici (ferrovia e autobus della Circumvesuviana), oppure in caso di recupero con auto o autobus privato, lo stesso itinerario può essere effettuato in discesa trasformandosi, in questo caso, in una lunga, piacevolissima e panoramica passeggiata adatta a tutti.

 
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