Il fiume di lava
Breve itinerario che consente di raggiungere il braccio principale della colata del 1944 che, a sua volta, si spinse fino agli abitati di San Sebastiano e Massa di Somma distruggendoli completamente.
Anche Cercola fu minacciata ma, per sua fortuna, prima che il torrente lavico la raggiungesse, il vulcano smise di far tracimare le lave da quello che sino a quel momento era stato il principale centro d'emissione generando, invece, una gigantesca fontana incandescente.
Il fenomeno predetto ebbe l'effetto di distribuire il materiale rovente su una vastissima superficie, bloccando, nel frattempo, l'alimentazione della colata principale che, dopo poco, rallentò sino a fermarsi a 120 metri di quota e ad 1 Km, circa, dalle prime case del paese.
Tutta la colata del '44 è coperta attualmente da una splendida prateria di Stereocaulon vesuvianum, un lichene endemico dall'aspetto coralloide e dal colore grigio argenteo, cui si deve la prima fase di colonizzazione dei suoli resi sterili dalla rovente carezza del vulcano.
L'organismo in questione, frutto della simbiosi tra un fungo e un'alga, (il primo si approvvigiona d'acqua e sali minerali, la seconda provvede alla fotosintesi clorofilliana) è in grado di aggredire e frantumare, sia pure impercettibilmente, le masse laviche compatte e/o scoriacee sulle quali attecchisce e prospera.
Le ridotte quantità di terreno che quest'organismo è in grado di produrre sono comunque sufficienti per il successivo sviluppo di una vegetazione di tipo erbaceo. Quest'ultima è, a sua volta, condizione indispensabile per una tipologia di flora ancora più varia ed evoluta.
In definitiva, grazie all'opera dello Stereocaulon vesuvianum, la completa colonizzazione dei suoli vesuviani percorsi dalle lave avviene in pochi decenni piuttosto che in secoli.
La vegetazione, lungo gran parte del resto del percorso, si presenta sotto forma di bosco misto, con un ricco sottobosco in cui sono presenti, tra l'altro, il pungitopo, la rosa di macchia e il giglio rosso.
Non mancano tratti a macchia con esplosione di colori nel periodo primaverile.
Particolarmente suggestiva la fioritura giallo-fuxia dovuta alla contemporanea efflorescenza di ginestre e valeriana rossa.

Avvertenze: si tratta di un breve itinerario per tutti, senza particolari difficoltà tecniche o escursioni altimetriche. Frequentabile anche d'estate in virtù dei tratti ombreggiati insinuati nel cuore della folta boscaglia.

 
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