La Valle dell'Inferno
Affascinante itinerario ad anello che consente di percorrere
l'interno dell'antica caldera entro cui si è formato, in tempi
geologicamente più recenti, il Gran Cono del Vesuvio. Il meccanismo
di genesi della caldera, di cui il Monte Somma costituisce oggi
il margine più elevato, è noto da tempo agli scienziati. Essa
è la conseguenza del collasso di un antico edificio vulcanico
interessato da una grande eruzione esplosiva (c.d. Pliniana).
Le eruzioni del tipo descritto generano, infatti, enormi emissioni
di magma concentrate in periodi relativamente brevi. Il conseguente
rapido svuotamento della camera magmatica, sottostante il cratere
d'emissione, provoca, a sua volta, repentini collassi degli
strati di roccia sovrastanti. Il cedimento si propaga poi verso
l'alto sino ad assumere, in superficie, la tipica forma di una
depressione asimmetrica a contorno subcircolare o ellittico.
Della depressione in discorso il Monte Somma occupa oggi i margini
orientali e settentrionali, mentre, essendo la detta caldera
asimmetrica, a sud e ad ovest è residuato solo un grande altopiano
conosciuto come Piano delle Ginestre. All'interno della caldera
si è formato successivamente il Gran Cono del Vesuvio e la Valle
dell'Inferno costituisce proprio la parte dell'antica depressione
rimasta interclusa, tra la cresta orientale del Somma e la nuova
bocca vulcanica formatasi al suo interno. Tra i punti notevoli
dell'escursione si segnala la c.d. Cupola del 1937, visibile
subito dopo la conclusione dello stradello sterrato che sale
da Ottaviano. Si tratta di un cratere eccentrico formatosi a
seguito del progressivo ristagno di lave viscose attorno al
centro d'emissione. Notevoli anche le visioni a volo d'uccello
sul Golfo di Castellammare, oltre che sull'isola di Capri, entrambe
percepibili appena raggiunta la c.d. Strada Matrone proveniente
dai comuni di Trecase e Boscotrecase. Dopo aver risalito per
un lungo tratto la predetta Strada Matrone ed aver successivamente
fiancheggiato il Gran Cono, si ridiscende nella Valle dell'Inferno
sino a raggiungere le pendici interne del Monte Somma. Qui è
possibile ammirare una particolare formazione geologica, difforme
rispetto alle rocce che la circondano, formatasi a seguito dell'intrusione
di magma entro fratture dell'antico edificio vulcanico. Questo
tipo di formazione denominata "dicco" culmina, nel caso specifico,
con uno svettante arco naturale posto sul vertice superiore
dello strato roccioso. Di grande effetto anche il profondo crepaccio
lavico, visibile subito dopo aver raggiunto l'ampia balconata
naturale che consente di affacciarsi sulla piana del fiume Sarno.
Se si esclude il tratto iniziale dell'escursione, la vegetazione
incontrata è costituita prevalentemente da ginestra dell'Etna
e Robinia pseudoacacia. Si tratta, in entrambi i casi, d'essenze
estranee all'originario ecosistema vesuviano importate, a partire
dall'inizio del XX secolo, per riforestare le quote più elevate
del vulcano ed impedire le allora frequenti colate di fango,
estremamente rovinose per gli abitati vallivi.
Avvertenze: escursione fisicamente impegnativa, di lunga
durata, con notevole salto altimetrico, ma senza difficoltà
tecniche di rilievo. Da non sottovalutare anche le forti escursioni
termiche tipiche del periodo estivo.