Il trenino a cremagliera
Interessante itinerario che, costeggiando nel tratto iniziale la spettacolare colata lavica del 1944, ricalca uno dei quattro percorsi storici per l'ascesa al Vesuvio, aventi origine rispettivamente dai comuni di: Resina (oggi Ercolano), Boscotrecase, Ottaviano e San Sebastiano al Vesuvio. L'itinerario attuale, che prevede l'ascesa sino ai piedi del Colle del Salvatore, era consigliato, all'epoca del Grand Tour, agli escursionisti desiderosi di evitare le "pressanti" offerte d'accompagnamento delle guide di Resina le quali: << ... vengono ad offrirsi in folla, e se si mostra la minima repulsione per il loro numero ... si arrabbiano >> (Jean Claude Richard De Saint-Non, Description historique et critique de l'Italie, Paris, 1770) La salita sino al Colle del Salvatore (la collina su cui sorge l'Osservatorio Vesuviano) era, in ogni caso, solo la seconda parte di una più lunga escursione che si svolgeva in tre tappe. La prima, in carrozza, da Napoli sino a San Sebastiano, la seconda, a cavallo o a dorso di mulo, dalla cittadina vesuviana sino alle pendici del Gran Cono, la terza, a piedi o in lettiga, per scalare la ripida parete del Vesuvio. Al riguardo è particolarmente illuminante la relazione del famoso astronomo francese Joseph JerÔme Delalande: << Siamo partiti da Napoli ... ed infine siamo arrivati a S. Sebastiano; un percorso di quasi due ore di carrozza. Lì si lasciano le vetture, e si monta a cavallo o piuttosto su dei muli, scortati da abitanti del villaggio, per arrivare, percorrendo sentieri stretti e scoscesi fino all'Eremo chiamato il Salvatore. ... Dopo due ore e mezzo di cammino (a piedi N.d.A.) dall'Eremo del Salvatore arrivammo alla piattaforma, che una volta era la cima del Vesuvio ...>> (Joseph JerÔme Delalande, Voyage en Italie, 1790). Come si evince dalla relazione precedente, la tappa intermedia dell'escursione era costituita spesso dall'Eremo del Salvatore (oggi compreso nel complesso immobiliare dell'Osservatorio Vesuviano), così definito in virtù dell'accoglienza, invero spartana, assicurata da un sedicente eremita, noto per essere persona "qui curios simulant et bacchanalia vivunt" (assimilabile a coloro che si fingono probi e poi passano la vita a gozzovigliare). Tornando all'itinerario odierno va rilevato che esso passa anche nei pressi della massicciata della ferrovia (a cremagliera nel tratto di maggior pendenza) che univa Resina con l'Eremo e che da qui si spingeva sino alla stazione inferiore della funicolare. La vegetazione lungo gran parte del percorso si presenta sotto forma di bosco misto con un ricco sottobosco in cui sono presenti, tra l'altro, il pungitopo, la rosa di macchia e il giglio rosso.

Avvertenze: si tratta di un itinerario di media difficoltà, con un'escursione altimetrica non eccessiva ma che, in alcuni tratti, si presenta con una discreta pendenza. Eccetto un breve tratto ad anello il ritorno si effettua sullo stesso percorso dell'andata.

 
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