Lungo i Cognoli
Descrizione: interessante itinerario ad anello che consente di ascendere i fianchi dell'antico Somma, ossia del protovulcano probabilmente demolito da più eruzioni esplosive succedutesi nel corso di migliaia d'anni. Il Monte Somma attuale è, infatti, ciò che residua di una più ampia struttura alta, in origine, oltre 2.000 metri. Attualmente il complesso vulcanico Somma-Vesuvio si presenta dunque con due strutture distinte: il Gran Cono del Vesuvio situato all'interno del più vecchio cono del Somma. La cresta di quest'ultimo presenta una serie di picchi denominati Cògnoli (termine dall'oscuro etimo) culminanti con i 1.131 metri della Punta Nasone. Il sentiero ivi descritto consente di giungere in prossimità delle due cime più orientali: i Cògnoli d'Ottaviano (1.112 metri) e i Cògnoli di Levante (832 metri). Tra i punti notevoli dell'escursione si segnala il maestoso Castello d'Ottaviano. Quest'ultimo è posto lungo la strada carrabile che conduce all'imbocco del percorso pedonale. Il castello in discorso fu eretto, a discapito di una preesistenza d'epoca longobarda, per desiderio di un ramo della famiglia dei Medici cui era stato concesso in feudo il Principato d'Ottaviano. Secondo la tradizione il castello vide Papa Gregorio VII celebrare una mesta messa prima di raggiungere, nel 1086, il suo esilio salernitano. Altri ospiti illustri furono quasi certamente Giuseppe Bonaparte, Giocchino Murat e Gabriele D'Annunzio. Nella fase iniziale il sentiero si sviluppa dapprima in un bosco misto, composto prevalentemente da castagno, ontano napoletano e carpino nero, di poi in una pineta di rimboschimento (pino marittimo e pino d'aleppo) impiantata per consolidare il crinale sabbioso suscettibile di pericolosi cedimenti. La parte dell'escursione più interessante da un punto di vista paesaggistico, si raggiunge però quando, scavalcato il crinale del Somma, ci si può affacciare sul versante opposto. Il paesaggio che si apre davanti agli occhi dell'escursionista lascia davvero senza fiato. Esso comprende la Valle dell'Inferno (sud), il Gran Cono Vesuviano (sud-ovest), l'Atrio del Cavallo invaso dal fiume pietrificato delle lave del 1944 (ovest), l'orrido Vallone dell'Arena e l'imponente Punta Nasone (nord-ovest). Lasciato alle spalle lo splendido panorama, si prosegue per un po' lungo il crinale, sino ad una selletta da cui si diparte una ripida discesa sabbiosa. Quest'ultima conduce, in breve, alla parte dell'itinerario comune con il sentiero n. 1 (si veda la scheda relativa). Per ciò che riguarda la fauna presente in zona si rileva l'ampia presenza di lepri. Degna di menzione è anche la presenza dei rapaci rappresentati, tra l'altro, dalla poiana e dal falco pellegrino.

Avvertenze: si tratta di un'escursione mediamente impegnativa, di lunga durata, la cui difficoltà principale è nel notevole dislivello altimetrico. Da non sottovalutare anche le forti escursioni termiche tipiche del periodo estivo. Porre infine attenzione al tratto dell'itinerario lungo il crinale del Somma. E' esposto e sdrucciolevole.

 
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