Ricamo
Biancheria ed elementi d'arredo ricamati a mano
Nel napoletano l'arte della tessitura e del ricamo ha raggiunto la sua massima diffusione intorno alla seconda metà del '400. Tale espansione si deve ad un'intelligente politica, d'incentivo ed agevolazione, promossa dai regnanti aragonesi.
Tutti i documenti dell'epoca, non facendo mai menzione a lavoranti donne, rivelano l'originale natura prettamente "maschile" di questo tipo di lavorazione. Dovranno infatti trascorrere almeno altri tre secoli perché, nel 1767, con l'istituzione dell'Azienda d'Educazione, si definiscano i primi programmi d'istruzione professionale aperti anche alle donne.
Nell'area vesuviana il ricamo si è diffuso soprattutto grazie all'istituzione assistenziale delle c.d. "Figlie della Carità". L'Ente in discorso si installò a Somma Vesuviana nel 1865, dove, oltre a gestire un asilo per famiglie bisognose, si premunì di allestire un laboratorio per l'insegnamento dell'arte del ricamo e del merletto.
Tale produzione è viva ancora oggi, soprattutto nel campo della c.d. biancheria da corredo, ovverosia della biancheria un tempo destinata ad accompagnare la novella sposa nella sua nuova casa.
Oggi, come un tempo, si ricamano a retina, o a punto pieno, soprattutto lenzuola di lino, nella pregiata qualità nota come Tela d'Olanda, assieme a coperte e coperture da sovrapporre alle prime.
Molto diffuso anche il ricamo a punto pieno, retina, ombra, filet, e intaglio, del tovagliato e dei tendaggi destinati a far trionfale mostra di se nelle abitazioni dei fortunati cultori di quest'arte.
Un po' più rare, infine, le produzioni di biancheria personale ricamata, che si concentrano soprattutto in tipologie destinate alla primissima infanzia.