Arte Presepiale
Scenografie presepiali
In Campania l'alto livello artistico raggiunto dalle rappresentazioni
presepiali, congiunto con l'estrema varietà di tecniche e materiali
adoperati (prevalentemente legno, sughero e cartapesta, ma anche
metalli preziosi, tessuti damascati e terracotta), ha sempre
richiesto l'apporto di molti artigiani specializzati per settori
(setifici con telai particolari, sarti, falegnami, cesellatori,
argentieri, bardatori, ecc.). Quest'antica forma di divisione
del lavoro trova ancora riscontro tra i moderni artigiani del
presepe che, infatti, si dividono in due grosse categorie: quelli
che si occupano della realizzazione delle scenografie (ovvero
dei fondali, delle marine, degli edifici, ecc.) e quelli che
realizzano le statue e le miniature destinate a dare vita al
paesaggio. Tutte le scenografie contemporanee sono comunque
ancora realizzate secondo i dettami e le forme dei presepi napoletani
del sei-settecento. Sono evidenti, dunque, i caratteri del barocco:
senso del movimento, tendenza al naturalismo, un'estrema teatralità
congiunta con la tendenza a riprodurre le antiche città vesuviane
complete di piazze, mercati, monumenti e taverne. In questo
settore l'antica tradizione artistica, sviluppatasi nell'area
vesuviana, in particolare nel Comune di Torre del Greco, ha
comportato la nascita di una vera e propria scuola locale che
non ha nulla da invidiare a quella napoletana. Anzi, l'eccellenza
delle creazioni ha consentito la nascita di alcuni "professionisti",
le cui produzioni sono richieste ed esposte in tutto il mondo.
Anche l'universo composito degli "amatori" è di estremo interesse,
non foss'altro che per la passione che lo contraddistingue.
Ogni anno si comincia, già molti mesi prima del Natale, a pensare
al presepe, a cercare spunti per la realizzazione di nuovi scenari
e paesaggi. L'opera vera e propria ha inizio, però, solo qualche
mese prima del Natale, con la realizzazione del c.d. "baldacchino",
uno scheletro di legno supporto di tutte le successive fasi
di lavorazione. Una cornice di gesso dorato, contornata da drappi
di tessuto, creata in guisa di fantastica finestra sulla fiabesca
realtà presepiale, è spesso realizzata a coronamento delle scenografie
più accurate.
Miniature e statue presepiali
Il presepe napoletano è ricco di miniature necessarie per dar vita al paesaggio. Esse rappresentano per lo più cesti di frutta, ortaggi, botti, collane, attrezzi di campagna, bottiglie ecc.. Abbondano anche gli animali: cani, pecore, capre, mucche, galli, colombi ecc..
I personaggi sono realizzati ancora secondo la tecnica introdotta, verso la fine del XVII secolo, dall'artista napoletano Michele Perrone. Egli, spinto dalla necessità di soddisfare una richiesta via via più numerosa ed estesa, ideò un manichino con l'anima in filo di ferro dolce, ricoperto di stoppa, che richiedeva la rappresentazione realistica (in legno scolpito) soltanto della testa e degli arti. Più che per l'incremento di produttività generato, l'innovazione si rivelò importantissima perché, consentendo estrema mobilità e duttilità di atteggiamenti, permise di conferire veridicità e naturalezza alle scene rappresentate. Rispetto a quelli realizzati dal Perrone, i personaggi attuali differiscono solo perché sono realizzati prevalentemente di terracotta (secondo l'uso introdotto nell'ottocento). Gli stessi personaggi indossano costumi tipici delle antiche città vesuviane, cuciti a mano secondo le fogge dell'epoca.