Il Parco Nazionale del Vesuvio
"Ripensavo i tanti pomeriggi passati sulle
sospirate soglie delle nostre più elevate capanne alpine. Là
le aspre rocce, dove nereggianti nell'ombra, dove quasi incandescenti
agli ultimi raggi del sole cadente saettanti fra le vette, qui
i dolci pendii inondati di luce; là l'algente e desolata distesa
dei ghiacciai, qui la superficie del mare increspata dalla brezza
e solcata da cento vele; là la solitudine profonda e quel senso
di isolamento e di lontananza da ogni umana dimora, qui le case,
le ville sparse a brevi distanze su per i pendii "come branchi
di pecore pascenti", e Castellammare e Torre Annunziata e Torre
del Greco e l'imponente massa di Napoli, quasi immenso alveare,
di cui mi pareva salisse fino a noi il confuso ronzio; là le
ardue vette ergentisi in atto non sai se di lusinghiero invito
o di sfida minacciosa, qui il nero cono del misterioso Monte,
che col pennacchio fumigante, coi profondi boati, chiama, promette,
ammonisce".
Così descriveva la sua ascesa al Vesuvio, nella notte di Capodanno
tra il 1899 e il 1900 il "socio" del C.A.I. di Milano Achille
Ratti, salito in seguito al Soglio Pontificio con il nome di
Papa Pio XI. In realtà del fascino che ha sempre esercitato
il Vesuvio sono testimonianza innumerevoli scritti a cominciare
da quelli degli autori classici greci e latini (Seneca, Plinio,
Vitruvio, Marziale, Cassiodoro), fino a quelli degli autori
del XVIII e XIX secolo, l'epoca del Grand Tour (Casanova, Goethe,
Stendhal, Shelley, Dumas, Dickens). Se si dovesse riassumere
questo territorio in un dato, sarebbe opportuno scegliere quello
della densità abitativa: 2.400 abitanti per Kmq nell'intera
provincia napoletana, aree naturali comprese. I comuni del vesuviano,
pur se densamente popolati, sono portatori di valori storici
e tradizionali che rappresentano un vero e proprio patrimonio
di identità su scala nazionale; valori fondati all'interno di
un percorso storico di grande vivacità ed ispirati da quella
meravigliosa stagione dei lumi che vide Napoli assurgere a ruolo
di grande capitale europea. Al riguardo va sottolineato che,
al fianco di un mondo rurale di altissima qualità, economica
innanzi tutto e poi civile e culturale, sono nate nel vesuviano
alcune delle feste tradizionali di maggiore suggestione, tra
quelle citate nella letteratura di settore come grande valore
di civiltà del complesso e grandioso mondo contadino. Un primo
importante segnale di inversione di tendenza è venuto con l'istituzione,
con D.M. del 29/03/1972, della Riserva Forestale di Protezione
Tirone-Alto Vesuvio, estesa su 1017 ettari e affidata al Corpo
Forestale dello Stato. Oggi però la vera svolta deriva dall'istituzione
del Parco Nazionale del Vesuvio, pur tra le mille difficoltà
connesse alla nascita di un giovane Ente. Creato infatti nel
1991, su una superficie complessiva di 7.900 ettari, il Parco
è stato dotato solo da poco di organi direttivi stabili ma non
ancora dell'essenziale "Piano del Parco" (pur in dirittura d'arrivo).
La stessa perimetrazione dell'area protetta ha subito ben cinque
varianti e l'ultima del giugno 1995 ha portato l'estensione
complessiva dell'area protetta a circa 9.500 ha. C'è quindi
da salutare con favore la rapida attivazione degli attuali organi
direttivi che sta già traducendosi nel coinvolgimento di moltissime
persone nella gestione e nella sorveglianza della riserva, nelle
opere di restauro e di ripristino ambientale, nell'ecoturismo,
nell'educazione ambientale e nella ricerca scientifica. In altri
termini l'entrata a regime del Parco Nazionale del Vesuvio comincia
a generare posti di lavoro che, creati in aree economicamente
depresse, consentiranno al tempo stesso di alleviarne la terribile
situazione socio economica oltre che di conservare e recuperare
ambiente naturale e territorio. E' ancora e solo il Parco che
potrà garantire la ripresa dell'agricoltura vesuviana, attraverso
la promozione su un mercato vastissimo della produzione tipica,
oggi ancora poco conosciuta e valorizzata; come potrà attivare
una rete di incentivi e finanziamenti alle aziende che dovessero
convertirsi al biologico o ricominciare a coltivare i boschi.
Al riguardo si è ritenuto di poter fornire un contributo, concretizzatosi
nelle forme di questo sito web, il quale vuole quindi porsi
anche come un sostegno, in quota parte, al processo di sviluppo
sostenibile, pulito e duraturo che la creazione del Parco Nazionale
del Vesuvio può fornire alle popolazioni locali. E' doveroso,
infine, riservare un ringraziamento al WWF e a quanti in passato
hanno caparbiamente agito al suo fianco, spesso in condizioni
proibitive e in apparente assenza di prospettive di successo,
perché si affermasse la necessità della realizzazione di quel
Parco che oggi ha visto finalmente la luce.