Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa
Via Pietrarsa - 80055 Portici (NA)

Descrizione: questo straordinario museo realizzato in adiacenza alla Napoli-Portici, la prima linea ferroviaria italiana inaugurata il 3 ottobre 1839, sarebbe degno di nota anche solo per la bellezza delle architetture industriali che lo caratterizzano, ovvero per la straordinaria posizione che lo vede propendersi, quasi in guisa di portaerei, nel bel mezzo del Golfo di Napoli. Esso è peraltro uno dei più importanti musei ferroviari europei e, in tema di primati, occorre sottolineare che occupa i capannoni del primo opificio meccanico italiano fondato nel 1840, dal re Ferdinando II di Borbone, al fine di poter dotare ferrovie e marina del regno delle nuove ed indispensabili macchine a vapore. A dire il vero la produzione iniziale del reale opificio fu alquanto poliedrica, tanto da annoverare tra i prodotti usciti dallo stabilimento anche numerose statue ed opere d'arte. Tra queste va ricordata, in particolare, la statua dello stesso sovrano, posta sul piazzale dello stabilimento dal lato opposto rispetto all'ingresso, raffigurante il re nell'atto di ordinare la fondazione delle officine. La colossale statua, poggiata su piedistallo, é una tra le più grandi raffigurazioni di ghisa che siano mai state fuse in Italia. La visita vera e propria ha inizio dal suggestivo salone delle locomotive a vapore tra le quali spicca la copia funzionante della Bayard, (l'originale entrò in servizio sulla Napoli-Portici appena pochi mesi dopo l'inaugurazione). Degne di rilievo sono anche la 477.011 austriaca e preda bellica dell'esercito italiano che la riutilizzò sulle nostre linee ferrate; la 740.115 che fu impiegata nel solenne compito di portare la salma del Milite Ignoto, dalle trincee di confine, sino al maestoso sacello costituito dall'Altare della Patria; la 744.118 e la 741.137 che hanno in dotazione rispettivamente il distributore Caprotti ed il preriscaldatore Franco Crosti, due celebri brevetti italiani dell'epoca. Fra le locomotive elettriche è degna di nota l'elettromotrice Ale 792.004 coeva al famoso Etr 212, a sua volta avo del moderno "Pendolino" avendo ottenuto, il 20 Luglio 1939, il primato mondiale di velocità commerciale. Fra le carrozze spicca il salone del treno reale che presenta un soffitto liberty d'oro zecchino dipinto di blu. Lo stesso salone é provvisto di un tavolo di mogano in pezzo unico per 26 commensali. Degne di rilievo sono, infine, le numerose macchine utensili tra le quali spiccano i formidabili magli.

Ulteriori servizi offerti al visitatore: il museo possiede una biblioteca oltre a diversi spazi polifunzionali che concede in uso a privati per convegni, meeting ecc. Al riguardo è particolarmente affascinante il salone delle locomotive a vapore che misura m. 50 x 110 e che può essere utilizzato per concerti, manifestazioni teatrali ed altri eventi che necessitino di grandi ambienti veramente suggestivi. E' altresì possibile richiedere servizi d'accompagnamento e visite guidate facendo riferimento ai recapiti telefonici indicati nell'intestazione. Se si esclude l'ingresso caratterizzato da un non agevole attraversamento dei binari, il percorso espositivo è quasi del tutto agibile anche per portatori di handicap. E' anche possibile effettuare riprese filmate e/o fotografiche.
Da sottolineare, infine, la presenza di un bar all'interno della struttura museale per il conforto dei visitatori.

Per accedere al museo è necessario attraversare i binari della ferrovia spesso sbarrati da un passaggio a livello. L'inconveniente è facilmente evitabile se si utilizza l'apposito sottopassaggio posto immediatamente sulla destra rispetto al cancello d'ingresso.

 
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