Borgo murato del Casamale
Somma Vesuviana
Descrizione: antico borgo che, per la rilevanza storica
e la bellezza architettonica della cortina muraria che lo cinge
quasi ininterrottamente, è stato inserito, unico agglomerato
urbano, nell'ambito del perimetro del Parco Nazionale del Vesuvio.
Di difficile collocazione temporale, era probabilmente già
esistente all'epoca del Ducato di Napoli, periodo in cui si
faceva già riferimento alla struttura urbana di Somma
Vesuviana in termini di "Castrum".
La prima testimonianza certa, espressamente riferita alla cinta
muraria, risale al 1350, epoca in cui, durante l'invasione del
Regno di Napoli da parte di Luigi d'Ungheria, avvicinandosi
quest'ultimo a Somma "
il popolo confidando nelle
mura e nel profondo fossato che le cinge ..." si apprestò
"... alla difesa con un esercito di più di settanta
uomini
".
L'attuale configurazione della cinta muraria si deve però
a Ferrante I d'Aragona che, valutando la rilevanza strategica
del borgo ai fini della difesa del fianco orientale della città
di Napoli, ordinò il completo rifacimento della relativa
cinta muraria nel 1467. In base alle stesse considerazioni il
borgo fu sottratto al dominio dei signori feudali della zona
e sottoposto al controllo diretto della corona.
Il tracciato murario aragonese, ancora oggi quasi interamente
visibile, è lungo circa 1300 metri. Alto quasi 8 metri,
è intervallato da torri cilindriche realizzate con blocchi
irregolari, di pietra vesuviana, legati con malta di pozzolana
(un'antica malta idraulica ottenuta dall'impasto di calce e
lapillo).
La parte superiore delle mura è purtroppo andata perduta.
Essa era infatti composta da merlature e camminamenti la cui
natura, prevalentemente lignea, ha offerto una debole resistenza
al trascorrere dei secoli. Prestando attenzione è però
ancora possibile individuare alcuni fori d'incasso dei mensoloni
di legno su cui poggiavano i percorsi di ronda. Di tanto in
tanto è possibile vedere anche feritoie e aperture circolari
strombate, chiaro indice della presenza dell'antica guarnigione
posta a difesa del borgo murato.
Di tutta la cinta muraria la parte meglio conservata è
quella corrispondente all'antico maschio aragonese, attuale
convento dei PP. Trinitari, ma la visione della possenti mura
di cinta del Casamale non può essere disgiunta da una
visita al cuore dell'antico borgo. Al suo interno è infatti
situata l'antica Chiesa della Collegiata che, d'impostazione
romanica, fu pesantemente rimaneggiata dopo l'eruzione del 1631.
Il ripristino fu effettuato in stile barocco, così come
ancor oggi visibile in relazione al portale d'ingresso e all'interno.
Anche l'antica capriata di legno fu coperta con un soffitto
piano a cassettoni ulteriormente arricchito con tele ad olio.
Dal sagrato della Collegiata si può osservare il portale
di Palazzo Colletta, ivi prospettante, che ospitò l'omonimo
storico napoletano, oltre a Giovanna Papa, insigne poetessa
locale del XIX secolo. Sul retro della Collegiata vi è,
inoltre, una piccola cripta dove è conservato e venerato
o' sacerdote, il corpo mummificato di un religioso d'identità
incerta, risalente al XVIII secolo.
Immediatamente a monte del borgo è infine possibile individuare
il profilo del Castello d'Alagno realizzato, dalla favorita
di Alfonso I d'Aragona, a seguito della rovina e della conseguente
inadeguatezza di un più antico "Castrum", d'epoca
longobarda, situato nei pressi dell'attuale Santuario della
Madonna del Castello.
Ulteriori servizi offerti al visitatore: per visite
guidate, informazioni sulla gastronomia locale e sull'ospitalità
all'interno del borgo, o nell'immediato circondario, si può
far riferimento all'associazione ARCI turismo, tel.: +39.081.899.442.2.