Principali specie di uccelli che popolano l'areale
del Parco Nazionale del Vesuvio
Assiolo (Otus scops): è un rapace notturno con
grandi occhi frontali che lo aiutano a individuare la preda nel
buio. E' inoltre in grado di volare in assoluto silenzio. Piccolo
(non più di 19 cm) è riconoscibile per i cornetti
di piume erettili posti ai lati del capo. Preferisce insediarsi
in ambienti che comprendano campi coltivati alternati a piccoli
boschi, con presenza di vecchi casolari. Trascorre nel Parco il
solo periodo estivo mentre migra in Africa per il periodo invernale.
Nelle notti d'estate si può udire, per ore, il suo cantilenante
chiù-chiù.
Barbagianni (Tyto alba): è anch'esso un rapace
notturno con occhi frontali fissi e
volo
silenzioso ma non è difficile vederlo volare al crepuscolo.
Di taglia media (sino a 40 cm di lunghezza e con un'apertura
alare di circa 90 cm), è riconoscibile per la faccia
cuoriforme, il dorso fulvo-dorato con marezzature grigie, il
petto bianco con macchie scure e le ali bianche inferiormente
e con tenui barre grigiastre sul bordo esterno. Nei mesi di
febbraio e marzo si dedica al corteggiamento (con offerta di
prede dal maschio alla femmina) e all'accoppiamento. Aprile,
maggio e giugno sono invece dedicati alla deposizione e alla
cova delle uova. I giovani sono ricoperti di un piumino bianco
candido e diventano autonomi 50 giorni dopo la nascita. Localmente
è denominato 'o facciròmmo, con riferimento alla
somiglianza del suo disco facciale con il viso di un uomo.
Il Parco ha promosso un'apposita campagna per la tutela della
specie.
Beccaccia (Scolopax rusticola): si tratta di un limicolo
con becco lungo, strisce scure sulla testa e taglia media ancorché
robusta (36 cm circa). Il piumaggio ha una colorazione mimetica
per consentire il camuffamento con la lettiera del bosco. E'
possibile vederla volare all'alba e al tramonto.
Localmente è denominata 'a castagnàra, ad indicare
la sua predilezione a sostare nei boschi di castagno.
Cardellino (Carduelis carduelis): nidifica d'estate,
periodo nel quale, per questo motivo, è più difficile
da avvistare. Negli altri periodi dell'anno può invece
essere facilmente individuato al suolo mentre ricerca semi che
rompe, prima di ingerirli, con il suo becco robusto. Di piccola
taglia (13 cm al massimo), è facilmente riconoscibile
per una macchia rossa sulla faccia oltre che per un'ampia barra
alare gialla.
E' anche noto come 'o cardillo.
Il Parco ha promosso un'apposita campagna per la tutela della
specie.
Cinciallegra (Parus maior): nidifica nelle cavità
degli alberi e non si intimorisce per la presenza dell'uomo.
Di taglia piccola (14 cm circa), si riconosce per il corpo paffuto
e il petto giallo con striscia centrale verticale nera.
Localmente è anche nota con il termine de 'a parrèlla.
Civetta (Athene noctua): è un rapace notturno
con occhi frontali e volo silenzioso ma può essere avvistata
anche di giorno, appollaiata sui rami degli alberi. Di taglia
medio-piccola (24 cm di lunghezza e 50 cm circa di apertura
alare), con volto appiattito composto da due dischi facciali
non molto evidenti, si differenzia dall'Assiolo per l'assenza
di cornetti di piume erettili ai lati del capo. Si caratterizza
inoltre per una macchia chiara sulla testa a forma di Y, nonché
per la colorazione castana. Frequenta prati, pascoli e campi
coltivati. Preferisce cacciare all'agguato.
Localmente è anche nota con il termine de 'a ciucciuvèttola.
Codirosso (Phoenicurus phoenicurus): ha una dieta varia composta
da frutti, bacche, insetti e vermi ed è un buon canterino.
Di taglia piccola (20 cm), si presenta con caratteri diversi
a secondo del sesso. Il maschio ha capo azzurro, petto e coda
arancione e una striscia bianca lungo il dorso; la femmina è
invece bruno-macchiettata ed ha coda castana. Localmente è
anche noto con il termine de o' corarùsso (letteralmente:
il coda-rossa).
Colombaccio (Columba palumbus): si presenta con groppone
grigio, una macchia bianca sul collo, zampe corte e forti di
colore rosa scuro.
In incremento numerico nel Parco grazie alla protezione accordatagli
che lo ha portato, di recente, a divenire nidificante.
Corvo imperiale (Corvus corax): si nutre abitualmente
di carogne ma non disdegna di cacciare piccoli animali e talvolta
anche conigli. Gran volatore, non è raro che si esibisca
in acrobatiche evoluzioni. Costruisce un grosso nido sui rami
più alti degli alberi. Di taglia molto grossa (sino a
70 cm) e robusta, si presenta con il corpo e il grosso becco
completamente neri.
Cuculo (Cuculus canorus): si caratterizza per il verso
inconfondibile con cui il maschio rivela la propria presenza.
Di taglia media (30 cm), può presentarsi con una diversa
colorazione del piumaggio a seconda del sesso e dell'età.
Il maschio adulto si presenta con capo e petto grigi, dorso
quasi nero e la restante parte anteriore del corpo bianca con
strisce discontinue orizzontali grigie. Il maschio giovane si
presenta con una livrea analoga tranne che per il colore che
vira dal castano scuro a quello chiaro. La femmina talvolta
è rosso bruna con strisce orizzontali discontinue su
tutto il corpo.
Del cuculo in particolare, merita di essere sottolineata la
singolare abitudine di deporre le uova nei nidi di altri uccelli
che si occuperanno poi di allevare la sua prole. Infatti, quando
l'uovo si schiude, il piccolo cuculo espelle dal nido gli altri
ospiti. Ciò nonostante i suoi genitori adottivi continuano
a nutrirlo credendolo l'unico componente superstite della loro
sfortunata prole.
Localmente è anche noto con il termine de o' cocùlo.
Culbianco (Oenanthe oenanthe): ha una dieta varia comprendente
vermi, insetti, frutti e bacche. Di taglia piccola (15 cm),
muta livrea a secondo del sesso e della stagione. Sia la femmina
sia il maschio in autunno si presentano con una striscia bianca
sopra gli occhi, il dorso grigio e il groppone bianco. In estate
la femmina mantiene il proprio piumaggio mentre il maschio si
presenta con una macchia nera sopra l'occhio e inoltre testa,
dorso e groppone grigi.
Localmente, oltre che come indicato in precedenza, è
anche noto con il termine de o' corachiatto.
Pellegrino (Falco peregrinus): è un rapace diurno
molto aggressivo ed abile. Caccia infatti gettandosi in picchiata
dopo aver quasi chiuso le ali per ridurne la resistenza aerodinamica.
Le femmine sono in genere più grandi dei maschi. Di taglia
media (40 cm circa), è comunque uno dei più piccoli
tra i rapaci diurni. Si presenta con lunghe ali appuntite e
lunghe code. Il petto e il ventre sono chiari con barre mentre
il dorso è grigio scuro.
Continue osservazioni di individui nel Parco fanno ritenere
possibile la nidificazione della specie.
Fringuello (Fringilla coelebs): di taglia piccola (15
cm), muta i caratteri del piumaggio a secondo del sesso e della
stagione. La femmina è bruno-gialla con due barre alari
bianche e coda orlata di bianco. Il maschio si presenta durante
l'anno con il petto rosa, il capo grigio, il groppone verde,
due barre alari bianche e coda orlata di bianco. Lo stesso maschio
in estate muta il colore del capo che, pur rimanendo grigio,
vira verso l'azzurro. Localmente è anche noto con il
termine de o' frongìllo paisàno.
Gheppio (Falco tinnunculus): è un rapace diurno
assai comune.
Di
taglia media (33 cm), cambia piumaggio a secondo del sesso.
Il maschio si presenta con capo nuca e coda grigio blu (quest'ultima
ha anche una banda nera), dorso e ali rossastre con macchie
scure. La femmina si differenzia dal maschio per il capo, la
nuca e la coda che si presentano bruni.
Nel Parco nidificano non meno di tre coppie.
Lodolaio (Falco subbuteo): è un rapace diurno
di piccola taglia (33 cm), capace di straordinarie acrobazie
aeree. Si presenta con "calzoni" castani e petto e
ventre chiari.
Nel Parco è presente nel periodo del doppio passo. Gli
avvistamenti più frequenti sono avvenuti nella pineta
di pino marittimo collocata sul versante orientale della Riserva
Forestale Tirone Alto Vesuvio.
Magnanina (Sylvia undata): si tratta di un uccello timido
e per questo difficile da vedere. E' inoltre di taglia piccola
(13 cm) e ciò riduce ulteriormente la possibilità
d'avvistamento. L'identificazione è comunque facilitata
dalla piccola coda costantemente rivolta verso l'alto e dal
petto colorato in una bella tonalità di rosso bruno.
Merlo (Turdus merula): il piumaggio del merlo varia
a secondo del sesso. Il maschio è tutto nero con becco
giallo, la femmina è di un bel bruno scuro. Dal punto
di vista della dimensione può raggiungere i 25 cm.
Localmente è anche noto con il termine de o' mièrolo.
Pettirosso (Erithacus rubecula): di taglia piccola (14
cm), si presenta con faccia e petto rosso-arancio. Il capo e
il dorso sono bruni.
Il versante vesuviano è frequentato per lo più
da popolazioni svernanti, quello sommano da nidificanti.
Localmente è anche noto con il termine de o' pettorùsso
.
Picchio rosso maggiore (Picoides maior): si presenta
con ali colorate di nero alle estremità e di bianco nella
parte mediana. Il ventre è bianco superiormente e rosso
nella parte inferiore. Nuca e testa sono nere ma gli occhi sono
circondati da due grosse macchie bianche. Solo il maschio ha
una macchia rossa anche sulla nuca. La presenza del picchio
rosso maggiore può essere rivelata anche in assenza di
un avvistamento perché, con il suo becco appuntito, produce
un rumore caratteristico scalpellando la corteccia degli alberi
alla ricerca d'insetti. Il ticchettio è utilizzato pure
come segnale di richiamo nel corso della stagione degli amori.
La specie sembra essere in incremento numerico nel territorio
del Parco.
Localmente è anche noto con il termine de o' pizzicachiuppo,
a sottolineare la sua abitudine di perforare le cortecce dei
pioppi.
Poiana (Buteo buteo): è simile ad una piccola
aquila (può giungere sino a 40 cm) ma con una larga coda
arrotondata. Anche le ali sono arrotondate, e si presentano
inoltre con le prime cinque penne remiganti, poste nella parte
mediana, bianche. Il piumaggio varia dal crema al bruno scuro.
La sua ricomparsa come nidificante (è presente nel Parco
sul versante sud-orientale) è un buon segnale in quanto
inequivocabilmente riconducibile al ridursi della pressione
antropica.
Preda soprattutto lepri, conigli, ghiandaie, colombacci e serpenti.
Quaglia (Coturnix coturnix): di taglia piccola, varia
il piumaggio a secondo del sesso. La femmina si presenta con
testa, nuca e dorso striati e di un omogeneo color bruno. Petto
e ventre sono anch'essi bruni e striati ma la tonalità
del colore è più chiara rispetto a quella dorsale.
Il maschio ha in più una macchia beige sulla gola.
Nel parco è di doppio passo e nidificante.
Sparviero (Accipiter nisus): è un rapace dalle
dimensioni di un colombo. Si presenta con ampie ali arrotondate
e coda lunga. Il maschio ha dorso e ali grigio piombo. Petto
addome e calzoni sono bianchi con barrature bruno-rossicce.
La femmina è più grande del maschio e presenta,
come principale caratteristica differenziante, una macchia bianca
sulla nuca.
Localmente è anche noto con il termine de o' cristarièllo,
in relazione ad una caratteristica posizione, che ricorda la
postura dello Spirito Santo, assunta durante alcune fasi di
volo.
Sterpazzola (Sylvia communis): di piccola taglia (14
cm), varia il piumaggio a seconda del sesso. La femmina si presenta
con ali rosso-brune, capo bruno e gola bianca. Il maschio si
differenzia per il capo grigio.
Localmente è anche nota con il termine de a' fucètola
'e sèpe, perché assomiglia ad un beccafico (fucètola)
e vive nelle siepi.
Succiacapre (Capimulgus europeus): nella parte superiore
il piumaggio ha il colore di un foglia morta, nella parte inferiore
è finemente barrato. Il Succiacapre poi, è così
detto perché un tempo si credeva che penetrasse nelle
stalle per suggere il latte degli animali dormienti. In realtà,
si tratta di un uccello dotato di una straordinaria livrea mimetica
che gli permette di confondersi con le foglie morte che si depositano
sul suolo dove nidifica e depone le uova.
Nel parco è di passo primaverile e probabilmente nidificante.
Localmente è anche noto con il termine de o' ngannapastòre
(l'inganna pastore).
Torcicollo (Jynx torquilla): ha una lunga coda barrata,
il corpo è bruno e finemente barrato, la gola è
beige.
Localmente è anche noto con il termine de o' formicùso,
per l'abitudine di catturare formiche con la lunga lingua.
Tortora (Streptopelia turtur): Si presenta con testa
e collo azzurro-grigi, una caratteristica macchia nera con strisce
bianche ai lati del collo, dorso bruno-ruggine.
Nel Parco è migratrice e nidificante, con tendenza all'incremento
del numero di coppie.
Upupa (Upupa epops): le ali sono a grosse barre nere
e bianche, il corpo è
arancio.
Sul capo, del medesimo colore del corpo, s'innalza un'ampia
cresta orlata di nero.
Di passo e nidificante nel Parco, con tendenza all'aumento del
numero di coppie.
Localmente è anche nota con il termine de 'o paposcia
(utilizzato in dialetto per indicare una forma d'ernia particolarmente
invalidante) a causa della lentezza dei movimenti a terra.
Usignolo (Luscinia luscinia): dorso bruno, coda castana,
petto chiaro.
Localmente è anche noto con il termine de 'o riscignuòlo.